Dent d’Herens Cresta Tiefenmatten

Questa salita è sicuramente una delle più soddisfacenti e allo stesso tempo impegnative fatte fino ad ora. Arrivare al piccolo rifugio Aosta richiede circa 4 ore di cammino e il superamento di un tratto attrezzato con catene posizionate dopo il ritiro del ghiacciaio. Una volta arrivati il rifugista ci dice che la salita è impegnativa e che l’indomani se non fossimo tornati per le 20 lui avrebbe chiamato il soccorso alpino. Ai suoi occhi forse sembriamo degli sprovveduti e magari lo siamo, tuttavia questa raccomandazione ci trasmette un pò di timore. La notte passa tranquilla e all’ alba ci prepariamo per affrontare la salita, dapprima su ghiacciaio, che fortunatamente troviamo privo di crepacci, poi sulla famigerata cresta Tiefenmatten, famosa per essere alquanto aerea e per aver mietuto alcune vittime (come ci ha ricordato il rifugista). Devo dire che la sua fama è ben confermata vista la forte esposizione, da qui l’importanza di prestare molta attenzione nei passaggi più esposti e di assicurare i compagni. L’emozione più forte è sicuramente arrivare in vetta e, se il tempo è buono come è successo a noi, si può ammirare il Cervino ad una distanza ravvicinata. Fatica e gioia si mescolano ma la concentrazione deve rimane alta perchè anche la discesa richiede un certo impegno. Una serie di calate in corda doppia velocizzano il rientro che comunque ha richiesto circa 7 ore. Non nascondo che una volta raggiunto il ghiacciaio alla base della cresta non ho trattenuto le lacrime frutto di molta felicità ma anche di calo di tensione. Rientriamo al rifugio prima dell’ ora X, accolti da una fumante pasta al pesto che il rifugista ci “obbliga” a mangiare immediatamente senza possibilità di poterci cambiare. Vista l’ora tarda trascorriamo un’ altra notte al rifugio e la mattina scopriamo che altri non hanno avuto la possibilità di salire per il mal tempo, noi siamo stati decisamente fortunati.
Carla, Gigi e Chica