Monte Bianco

Monte Bianco, salita dal versante italiano e discesa da quello francese. Era da un pò di anni che pensavamo a questa salita, impegnativa sia dal punto di vista del dislivello che della lunghezza; dopo aver verificato bene le previsioni meteo decidiamo di partire verso la Val d’Aosta. Arrivati al parcheggio in Val Veny verso le 11 ci prepariamo e… via verso il Rifugio Gonella, attraversando il lungo ghiacciaio del Miage e un ultimo tratto attrezzato che conduce al nuovo rifugio posto a quota 3070 mt dopo ben 4 ore di cammino. Il paesaggio che ci circonda è a dir poco affascinante e allo stesso tempo incute qualche timore; notiamo in fatti la presenza di numerosi crepacci e seracchi che si dimostreranno pericolosi soprattutto nel primo tratto al buio dove le scariche di ghiaccio hanno colpito per fortuna solo il naso di Gigi, procurandogli un lieve sanguinamento e una bella botta senza conseguenze per la salita. Al rifugio si cena presto e poi subito a dormire. Partiamo a mezza notte e mezza per quella che sarà una lunga salita di 1800 metri di dislivello che ci separano dalla vetta. I nomi dei luoghi che attraversiamo sono mitici: Dôme du Gouter, Piton des Italiens, Col de Bionnassay, Col du Dome dove si incontra la via di salita del versante francese e il rifugio Vallot a quota 4360mt. Da qui manca relativamente poco alla cima ma sono anche i metri dove il fiato si fa più corto e non deve mancare certo l’ attenzione per affrontare l’aerea cresta delle Bosses. Dopo 8 otto dove gioia, dubbi e stanchezza si sono susseguiti eccoci in vetta… un sogno che si realizza. La bella giornata di sole sicuramente ci ha aiutati e ci permette di fermarci in vetta a goderci lo spettacolo dal punto più alto d’Europa (Elbrus a parte). Ci aspetta una lunga discesa, prima raggiungiamo il rifugio Goûter poi scendiamo lungo un tratto attrezzato, attraversiamo il famigerato Grand Couloir, passaggio obbligato e punto più pericoloso dell’ intera giornata, non senza paura visto che scarica in continuazione massi enormi misti a sassi più piccoli. Arriviamo così al rifugio Tete Rousse e da qui raggiungiamo la stazione del trenino Nid d’Aigle 2372mt. Sul trenino fortunatamente conosciamo una coppia di Bergamo che gentilmente ci offre un passaggio a Cormayeur dove con l’autobus ritorniamo all’ auto. Compiamo così un lungo giro ad anello che ci ha visti impegnati per circa 17 ore. Non ci resta che montare le tende e goderci la serata davanti ad un’ ottima cena ripercorrendo le tappe fatte nella favolosa giornata appena trascorsa.
Carla, Gigi e Chica.