Perché andiamo in montagna?: l'istinto dell'uomo a camminare e scoprire
Oggi sono dovuto rimanere a casa perché mi devono montare la cucina. Odio dover perdere un giorno di ferie e restare chiuso in casa. Per me è come un giorno rubato alla montagna. Nella stanza accanto, mentre i ragazzi lavorano, io ascolto un podcast sull’evoluzione dell’uomo e comincio a divagare…
Molto è cambiato nella storia dell’evoluzione dell’Homo da quando la studiavo all’università. Sono passati molti anni e ci sono state tante nuove scoperte, e con ognuna di esse, nuove teorie e nuovi orizzonti di ricerca.
Ad oggi, però, sappiamo che ciò che ha caratterizzato l’apparizione del genere Homo circa due milioni e mezzo di anni fa è stato il bipedismo completo, non la capacità di fabbricare utensili, come abbiamo studiato e studiano tuttora in molte scuole, documentata già 3.300.000 anni fa, quindi più di 800.000 anni prima dell’apparizione del genere Homo.
È da supporre che le diverse specie di ominidi dei tre generi (Ardipitechi, Australopitecini e Parantropi) che popolavano allora l’Africa orientale fossero già tecnologiche, come del resto l’uso di utensili è stato già accertato negli scimpanzé, che usano i rami per arrivare ai termiti o i sassi per schiacciare le noci. Non è quindi la tecnologia, come si pensava, il nostro tratto distintivo.
Quello che veramente ci ha caratterizzato è stato quel bipedismo completo che ha permesso alle diverse specie di Homo di compiere lunghi spostamenti. Tutte le altre specie di omini precedenti non si sono spostate da dove si sono originate. Il genere Homo, invece, migra, esce dall’Africa e colonizza una grande varietà di habitat. Non si sa molto bene perché, ma tutte le specie del genere Homo, che sono nate in Africa, si sono spostate, generando diverse diaspore che dimostrano una grande capacità di adattamento. Migrare è la caratteristica fondamentale dell’umanità. L’Homo habilis, Homo ergaster, Homo erectus, Homo antecessor, Homo georgicus… fino a noi, Homo sapiens, siamo tutti stati grandi camminatori, esploratori di habitat molto diversi.
Un’altra caratteristica di tutti gli Homo, ma in modo particolare di noi sapiens, è la neotenia (il fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti di una specie permangono caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili). Noi abbiamo l’infanzia più lunga di tutti i nostri cugini, con un cervello molto plastico che consente una grande capacità di apprendimento. Abbiamo inoltre delle caratteristiche “infantili” che permangono per sempre, come la curiosità.
Se uniamo queste due caratteristiche, una specifica del genere Homo, il bipedismo completo, e un’altra più marcata nella nostra specie di Homo sapiens, la curiosità, otteniamo un camminatore curioso, un esploratore, un escursionista, un montanaro, un alpinista. Ecco una risposta plausibile al perché si va in montagna. Non è che serva a nulla, è dentro di noi. E magari i conquistatori dell’inutile, come diceva Terray, non fanno altro che seguire il proprio istinto vitale, quello che è rimasto impresso dopo migliaia di anni di evoluzione, e alla fine tanto inutile non è.
